Diario di bordo da Firenze

Ieri, 27 settembre, ho deciso di vivere una giornata di grande tennis al Circolo Tennis Firenze, dove si disputa la seconda edizione del torneo Challenger.

La giornata comincia molto presto (sveglia alle 6.50!) in maniera tale da arrivare al circolo in tempo in tempo per assistere ai primi incontri della mattinata. Il programma del giorno è, difatti, molto ricco poiché la pioggia del giorno prima aveva costretto gli organizzatori a spostare cinque match di secondo turno.

Stranamente il treno è in orario e perciò giungo in orario al club, situato nel bellissimo Parco delle Cascine. Tra i pochi spettatori già presenti scovo il dirigente Fit Sergio Palmieri, a cui faccio alcune domande sulla situazione del tennis italiano attuale e lo lascio alla partita tra Dalla Valle e Sousa mentre io mi trasferisco sul Centrale dove scendono in campo Salvatore Caruso e Stefano Napolitano. Il piemontese partiva subito forte sopratutto in risposta e volava sul 4-1 con due break. Salvo letteralmente sorpreso, così come il suo angolo, riusciva a recuperare ma cedeva il primo set per 6-3.

A quel punto mi trasferivo sul campo 4 dove si affrontavano Pellegrino e Coppejans. Non avevo mai visto giocare il belga, che non ha entusiasmato per nulla. Il pugliese invece ha un tennis di un altissimo livello, con un timing fantastico sulla palla. Purtroppo non si può dire lo stesso sulla sua tenuta mentale che ha finito per penalizzarlo durante l’incontro e in generale.

Sul campo vicino si sfidavano Federico Gaio e Inigo Cervantes in un primo set davvero tirato e combattuto che vedeva l’azzurro spuntarla solamente al tiebreak. Da segnalare l’educazione con la quale il nativo di Faenza si rivolgeva con i raccattapalle, a differenza dell’iberico che si lamentava spesso con l’arbitro di come non fossero grado di passargli correttamente la palla. Nel secondo set Federico prendeva in mano il gioco e chiudeva per 6-2. Al termine dell’incontro sono riuscito anche ad intervistare il romagnolo.

Decidevo successivamente di andare sul Grandstand dove stava andando in scena la dura battaglia tra il nostro Dalla Valle e Sousa. Ad assistere c’era anche la testa di serie numero 1 del torneo, Philip Kohlschreiber con il proprio allenatore ed ho perciò approfittato della sua presenza per chiedergli due pareri. Tornando alla partita; il giovane azzurro mi ha sorpreso in maniera positiva per il suo gioco, la sua velocità di palla era nettamente superiore al ben più esile portoghese che si lamentava spesso delle chiamate errate dei giudici di linea con la vera star di giornata, ovvero il giudice di sedia internazionale Giacomo Moscarella. Alla fine però grazie all’esperienza e ai troppi cali del classe ‘98, Pedro Sousa si aggiudicava il match.

Prima di trasferirmi sul campo 4, dove Raul Brancaccio stava giocando contro Pedro Martinez; incontravo l’allenatore di Salvatore Caruso, Paolo Cannova, che dimostrava gentilissimo e rispondeva a tutte le mie domande nonostante la sconfitta del suo allievo. Giunto sul campo 4 mi gustavo l’ottimo terzo set del campano con il quale completava la rimonta sul coetaneo iberico.

Mentre gli ormai numerosi presenti si trasferivano sul centrale per l’inizio dell’incontro tra Lorenzi e Trugelliti, io assentavo per mangiarmi un boccone e notavo Moroni, ancora presente sui campi d’allenamento (almeno da due ore) che provava i servizi. Il romano, giunto al torneo senza coach, sembrava affranto e scuoteva spesso il capo. 

Finito il mio panino assistevo al match senza storia tra Villella Martinez e Filip Horansky, con il primo a dominare con un duplice 6-1 sullo sconsolato slovacco. Il tifo del centrale mi invogliava a trasferirmi sul Centrale dove Lorenzi si aggiudicava tiebreak del secondo set (dopo aver brekkato l’argentino sul 5-6). La battaglia continuava anche nell’ultimo set, che però vedeva il sudamericano completare la sua giornata di grazia con la vittoria per 7-5. 

A questo punto decidevo di concentrarmi su alcune interviste (che pubblicherò a breve) lasciando perdere gli incontri. Prima di lasciare il circolo (per non perdere il treno) guardavo gli ultimi games della partita tra Gaio e Sousa con portoghese capace di eliminare anche il secondo azzurro di giornata. 

È stata una giornata lunga (8 ore di tennis!), dura e anche molto calda ma sicuramente molto bella. Spero che questo diario e le interviste raccolte vi possano piacere. Per ultima cosa vorrei sottolineare la stupenda location e l’ottima organizzazione del torneo e la gentilezza con cui allenatori e giocatori si sono prestati alle mie domande o curiosità.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...